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BASTA plastica: qualche idea per ridurre il consumo

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Ridurre l’uso della plastica monouso è un’atto necessario per aiutare il pianeta. La quantità di plastica quotidianamente gettata è troppo elevata e non tutta può venire riciclata. L’esubero, specie nei paesi in via di sviluppo, finisce troppo spesso in mare, dove rilascia microparticelle che avvelenano l’acqua e feriscono pesci, tartarughe e mammiferi. 

Ecco qui qualche idea per iniziare gradualmente a ridurre il consumo di plastica in casa!

Bottiglie riutilizzabili

Impara ad utilizzare le bottiglie in vetro e in metallo per trasportare e conservare l’acqua. 

L’acqua del rubinetto, salvo casi eccezionali, nel nostro paese è generalmente di alta qualità, molto controllata e sicura dal punto di vista microbiologico.

Puoi consultare il sito di ARPA, facendo riferimento al tuo indirizzo, per verificare che l’acqua erogata dai rubinetti nella città in cui vivi sia di buona qualità. 

Riutilizza le bottiglie in vetro per raffreddare l’acqua in frigorifero, e acquista una borraccia termica per portare con te l’acqua al lavoro o per lasciarla ai bambini durante le ore di scuola. 

Preferisci succhi di frutta e conserve in confezioni di metallo, cartone o vetro piuttosto che plastica. La migliore alternativa dal punto di vista ambientale sarebbe ovviamente di preparare questi alimenti in casa, ma il dispendio di tempo spesso rende questa via non praticabile. 

Tazze e bicchieri con il tappo

Per preparare le bevande calde e portarle con te, inizia a preferire tazze in ceramica, vetro o metallo con il tappo. Puoi ad esempio preparare il tè a casa, metterlo in una tazza con il tappo e sorseggiarlo mentre vai al lavoro, piuttosto che acquistare una bevanda in un bicchiere di plastica ai distributori automatici. 

Cannucce in metallo

Le cannucce in plastica sono uno dei prodotti più frequentemente responsabili del ferimento degli animali marini. 

È possibile sostituire le tradizionali cannucce in plastica con quelle in metallo, ugualmente igieniche e riutilizzabili. 

Posate, piatti e contenitori riutilizzabili

Per un picnic non è necessario acquistare posate o bicchieri in plastica monouso, che finiranno inevitabilmente nella spazzatura a fine giornata.

Se non puoi portare con te vetro o metallo (per esempio perchè hai bambini piccoli che possono ferirsi, o temi che i bicchieri in vetro o piatti in ceramica si possano rompere), almeno scegli posate, piatti e bicchieri in plastica riutilizzabili: a prova di rottura, ma con un ciclo di vita decisamente più lungo. 

Evita anche le insalate e i piatti già pronti confezionati in contenitori di plastica. Prova a rispolverare i contenitori riutilizzabili: vetro, metallo, legno smaltato per garantire l’igiene, plastica riutilizzabile (come per piatti e bicchieri, il problema della plastica non è il materiale in sè stesso, ma il suo smaltimento). 

Bee’s wraps: un’alternativa al cellophane

Il Bee’s wraps e prodotti simili ma prodotti da altre aziende sono un’alternativa al cellophane per incartare gli alimenti avanzati.

Si presentano come fogli di cotone cerato con cera d’api. Scaldato dalle mani, il tessuto tende a modellarsi e a diventare leggermente appiccicoso, aderendo perfettamente ad una ciotola, un bicchiere, una pentola in cui è conservato un cibo da sigillare.

Sono riutilizzabili: basta infatti lavarli con acqua molto fredda e pochissimo sapone. La durata stimata di un foglio di alternativa al cellophane è di circa un anno (al netto di un uso davvero continuativo e molto stressante per lo strato di cera). 

Sapone, shampoo e deodorante solido

È possibili sostituire i prodotti cosmetici tradizionali, in confezioni in plastica, con alternative solide, che non hanno bisogno di un involucro.

Si presentano come semplici saponette, ma assolvono diverse funzioni: shampoo, balsamo, crema per il corpo, deodorante. Per il trasporto basta munirsi di un piccolo contenitore forato per permettere l’asciugatura del panetto. 

Detersivi, pasta, riso, frutta e verdura sfusi

Cerca di preferire l’acquisto di prodotti sfusi. Alcuni supermercati hanno stazioni per la fornitura di pasta, riso, detersivi, zucchero, sale, caffè sfusi, da inserire in sacchetti di carta da pesare, o con cui riempire i contenitori portati da casa. 

Preferisci anche frutta e verdura sfuse: oggettivamente, una banana è già adeguatamente protetta dalla buccia e non ha bisogno di un triplo strato di polistirolo e pellicola per arrivare al frigorifero intatta. 

Sacchetti per la spesa

Cerca di non acquistare nuovi sacchetti per la spesa o per lo shopping, e piuttosto portane qualcuno riutilizzabile (in tela, cotone, corda o plastica rinforzata) da casa. 

Abiti in poliestere e microplastiche nell’acqua

Non molti sanno che i tessuti di poliestere e altro materiale sintetico, durante il lavaggio, rilasciano microplastiche nell’acqua di risciacquo. 

Se non vuoi o puoi rinunciare all’acquisto di tessuti sintetici, munisciti di appositi sacchetti in cui inserire il bucato prima del lavaggio: la trama fitta del loro tessuto tratterà le microparticelle, che potranno essere poi smaltite senza finire nello scarico. 

Se puoi, cerca comunque di preferire tessuti vegetali, come il lino, il cotone o la canapa, o di derivazione animale, come la lana o la seta: più durevoli nel tempo e decisamente più ecologici. 

Una riflessione sul consumo della plastica

La plastica, di per sè, è un materiale che presenta enormi vantaggi rispetto ai concorrenti. È economica, sia da produrre che da smaltire. È igienica, proprio per via della sua natura monouso. È resistente, ed è questo il vantaggio e svantaggio principale che presenta: se da un lato permette una conservazione efficace per decenni, dall’altro è quasi impossibile che si degradi spontaneamente.

Eliminare del tutto la plastica non è possibile, e non sarebbe nemmeno corretto e sensato farlo. Pensiamo per esempio a tutte le attrezzature sanitarie, come bende impermeabili, cerotti e siringhe: nessuno vorrebbe tornare a strumenti riutilizzabili, che espongono ad un maggiore rischio di infezione e contagio incrociato. 

Per aiutare l’ambiente è necessario ridurre, non eliminare, l’utilizzo della plastica monouso, e smaltire efficacemente quella che non può non essere utilizzata. 

Farsi prendere dal panico e da un’isteria ecologista rischia di far perdere di vista i veri obiettivi a lungo termine da raggiungere e per cui impegnarsi. 

Dunque: plastica sì, ma con criterio! 

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