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I lavori di Aprile: prepararsi all’estate

Le temperature si fanno miti ed è ora di pensare seriamente all’orto. Possiamo entrare da subito nel vivo dei lavori aprendo la stagione di semine con i fagioli. Per tradizione si seminano a 100 giorni dall’inizio dell’anno, ovvero il 10 Aprile. Non è necessario essere categorici sul tempo, ma nemmeno attardarsi troppo, i fagioli infatti hanno un ciclo colturale che va dagli 80 ai 120 giorni dalla semina in base alla varietà. Spesso in quelle commerciali questo dato non è segnato, e come abbiamo già visto i tempi indicati per la semina sono molto lunghi perché tengono in considerazione tutte le fasce climatiche.

Il tempo massimo per la semina è quindi l’inizio di maggio per le varietà tardive e fine maggio per le varietà più precoci. Meglio tenersi larghi con il tempo: la pianta avrà tempo per produrre più ondate di fagioli e sarete sicuri di ottenere la maturazione e anche l’adeguata essiccatura dei baccelli, così da conservarli secchi.

Per chi ha più spazio, prima di seminare i fagioli può dedicare un po’ di tempo e spazio ai ceci: meno sensibili alle temperature, estremamente rustici in fatto di terreno, danno grandi soddisfazioni dal punto di vista della coltivazione. Un po’ meno gioia si può provare durante la raccolta, dato che i baccelli contengono solo 2 ceci e sono molti, infatti conviene raccogliere l’intera pianta e “batterla” perché si stacchino. Meritano comunque un posto, se potete concederglielo. Ci garantiranno una buona scorta di proteine, numerose ricette (la conoscete l’acqua faba?) e assaggiati ancora verdi saranno un interessante curiosità.

 Tornando ai fagioli, prestate attenzione durante la scelta della tipologia: per i nani non sono necessari sostegni, ma la produzione sarà minore che sui rampicanti. Se non avete sostegni a sufficienza, preferibilmente canne, vi consiglio le varietà nane. Sconsigliata anche la scelta della rete, che pur necessitando di meno sostegni, presenta uno svantaggio: togliere la vegetazione dei fagioli dalla rete per riporla sarà una battaglia impossibile. Richiede un lavoro certosino, perché i viticci dei fagioli sono minuscoli, resistenti, sottilissimi e numerosi. Anche arrotolarla per buttarla non sarebbe facile, oltre che poco ecologico. Meglio pensare a una canna per ogni postarella di semina, piantandole inclinate in modo da legarne 4 insieme in cima.

Sia che seminiate l’una o l’altra, preparate due solchetti poco profondi (i semi dei fagioli vogliono sentire “il suono delle campane”) a 40 cm di distanza l’uno dall’altro. Sulla fila depositate 3 semi ogni 40 cm per le varietà nane e 15 per le varietà rampicanti. Bagnate abbondantemente e chiudente il solco. 

Al sud è possibile azzardare le prime semine all’aperto di zucchine e meloni, magari poggiando un velo di tnt (tessuto non tessuto) sul terreno. Con un occhio alle previsioni, dalla metà del mese si possono effettuare i primi trapianti di pomodori. Al centro e al nord è meglio aspettare la metà del mese o anche la fine, a seconda dell’andamento meteo. In semenzaio si possono seminare basilico, prezzemolo, cocomeri. Ovunque, in pieno campo, potete trapiantare insalate, radicchi, cicorie e seminare direttamente a dimora bieta e rucola. 

Prima di procedere con l’occupazione del terreno, se non lo avete ancora fatto, progettate o almeno pensate agli spazi. Considerate che alcune piante che metterete più avanti –pomodori, melanzane, peperoni- abbisognano necessariamente di un posto in pieno sole.  Seminate il resto di conseguenza.

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