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I lavori di Febbraio con un occhio alle semine: guida e trucchi

Conoscete il detto che recita: “Febbraio Febbraietto, corto corto e maledetto” ? Da cosa si origini esattamente non si sa, si può supporre nasca dal fastidio per un periodo dell’anno intensamente freddo, oltre che fastidiosamente in mezzo tra noi e la primavera. In campagna questo modo di dire diviene particolarmente vero in presenza di bel tempo, perché potendo fare tutto quello che si dovrebbe, ci si arrabbia tantissimo nel non riuscire a portare a termine la mole di lavoro.

Se il tempo è brutto, pazienza: i lavori si limiteranno alla raccolta dei pochi ortaggi di stagione, o molti per il buon ortolano nelle zone favorevoli : cavoli, cavolfiori, cappucci, verze, cime di rapa, indivie, scarole, radicchi, porri, insalate. Se il tempo regge, è consigliabile la trasemina (seminare dove non è spuntato) di quegli ortaggi che abbiamo messo a novembre. Se non lo avete fatto, potete seminarli ora, oppure farlo in seconda ondata per avere un raccolto a scalare. 

In cassone freddo potete seminare pomodori, peperoni e peperoncini. Ci vorrà molto tempo, per questo è consigliabile iniziare in febbraio. Potete recuperare delle cassette di polistirolo in pescheria, praticare dei fori sul fondo e riempirle di terra e seminare a spaglio al loro interno. Una volta che le piantine saranno spuntate, andranno ripicchettate in contenitori alveolati. 

Dato che ci avviamo verso il periodo delle semine, vale la pena dedicare uno spazio alle tecniche e ai materiali che possono facilitarci la vita e garantire risultati migliori.

Oltre le suddette vaschette di polistirolo, è consigliabile procurarsi i classici plateau da semina: ne esistono da 60 fori, 80, 100, 160 ed ognuno è particolarmente adatto a delle piante. Potete chiederli alle aziende agricole, che spesso li portano indietro ai vivai o debbono smaltirli come rifiuto. Stessa cosa per i vasetti di varie dimensioni. Che lo recuperiate o compriate, ricordate di sottoporre spesso i materiali a una bella disinfezione, pulendoli tra un uso e l’altro con acqua e alcool per evitare di propagare materiale non sano.

Ogni seme vuole la sua profondità, ma la regola generale è interrare il doppio della dimensione del seme. Un seme di due millimetri andrà interrato 4 mm, quello di 1 cm andrà coperto da 2 cm di terra. I finocchi mal sopportano un interramento distratto, per questo vi consiglio di creare uno strumento semplice quanto utile: prendere una bacchetta e segnatevi sopra varie tacche di misura. Dal lato opposto scavate una nicchia dove allocare il seme. Questo vi permetterà semine precise, letteralmente, al millimetro. Una volta presa la mano vi sarà utile solo per le semine più delicate, ma intanto vi avrà permesso una buona esperienza.

Per ripicchettare le semine fatte a spaglio in contenitori singoli, trovo non ci sia miglior strumento di un coltello da cucina con la punta tonda: maneggiandolo con delicatezza potete scavare la piantina con tutte le sue radichette, scavarci un nuovo alloggiamento nei plateau preparati con terriccio da semina (da semina, non di bosco, non di mantenimento, rigorosamente da semina, meglio se arricchito con pomice o cristalli) ed infine usarlo per coprire le radichette e compattare il terreno intorno la piantina.

Un alternativa è seminare direttamente un solo seme (o meglio tre, data che la germinabilità è raramente del 100%) in dischetti di torba, annaffiare, e una volta cresciuta la pianta, trapiantare direttamente. Potete anche riempire di terra i cartoni alveolati delle uova, generalmente in cartone non stampato e perfettamente biodegradabili.

Per le dimensioni, regolatevi così, prendendo in riferimento i plateau: quelli da 60, quindi con foro grande, sono da prediligere per pomodori, melanzane, peperoncini, zucchine, zucche , cetrioli, meloni, carciofi.

Gli 80 foro sono ottimi per cavoli, cavolfiori, verze, cappucci. I fori più piccoli sono ideali per finocchi, insalate, radicchi, rucola, cipolle, porri.

Attenzione a quegli ortaggi che mal sopportano il trapianto: fave, piselli, fagioli, carote sono tra quelle semine che è consigliato effettuare a dimora.

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