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Quale pasta acquistare? Consigli utili

pasta

La pasta è uno degli alimenti più acquistati e preparati in tutte le case italiane. Ne esistono centinaia di formati e marchi per tutti i gusti e i portafogli, con tantissime preparazioni tradizionali e creative che ne esaltano le qualità e vanno incontro alle preferenze di ognuno. 

Molti però sottovalutano la scelta della pasta in quanto tale. 

Quale pasta acquistare, dunque? A cosa bisogna fare attenzione durante la scelta? Esistono marchi evidentemente di maggiore qualità rispetto ad altri, e come si riconoscono?

Questo articolo cercherà di darti informazioni di media per scegliere più consapevolmente quale pasta acquistare

Il principio di precauzione

Le leggi sulla vendita di prodotti alimentari e farmaceutici in Europa sono molto diverse da quelle di altre nazioni, come gli Stati Uniti. 

Negli USA non vige il principio di precauzione: i produttori possono, in sostanza, utilizzare una vasta gamma di fitofarmaci e farmaci ad uso veterinario, ingredienti e componenti nelle proprie preparazioni (carne, prodotti del grano, biscotti confezionati, verdura, cosmetici, eccetera). 

Se qualche cittadino ritiene di essere stato danneggiato da alcune di queste componenti può intentare una causa, spesso condotta contro colossi industriali con sterminate possibilità legali ed economiche. 

In Europa, il meccanismo di funzionamento è essenzialmente l’opposto: i produttori devono dimostrare prima di scegliere un certo ingrediente per le proprie formulazioni la sua sicurezza, con test scientifici svolti, condotti e pubblicati da enti autorizzati e di riconosciuta trasparenza. 

Solo se i test dimostrano la sicurezza del componente è possibile includerlo nella formula desiderata. 

Questa normativa si applica a migliaia di prodotti:

  • Farmaci (che devono essere rigorosamente testati da enti appositi prima di venire immessi sul mercato)
  • Alimenti freschi, come frutta e verdura (in tutta Europa sono severamente limitate le quantità di pesticidi e fitofarmaci impiegabili per le coltivazioni)
  • Carne e pesce (se proveniente da animali allevati, il produttore deve dimostrare di aver impiegato solamente farmaci e mangimi approvati durante la crescita degli animali)
  • Cosmetici (che vanno formulati con particolari ingredienti dosati secondo parametri stabiliti a monte dalle autorità)

L’atteggiamento dell’Unione Europa prende il nome di “principio di precauzione”: per non esporre i cittadini a rischi inutili, sono le aziende a dover dimostrare la sicurezza dei propri prodotti prima di ricevere l’autorizzazione a metterli in vendita. 

L’inchiesta Striscia la Notizia e il glifosato nel grano

Durante l’autunno scorso, Max Laudadio, inviato della trasmissione Striscia la Notizia, ha avviato un’indagine riguardo la presenza di glifosato e micotossine in alcune tipologie di pasta. 

Il glifosato è un pesticida concesso negli Stati Uniti, in Canada e in Sud America. Secondo alcuni studi condotti dall’Istituto di ricerca contro il cancro di Lione, l’esposizione ad ampie quantità di glifosato può condurre allo sviluppo di alcune forme tumorali. In realtà, su questa evidenza scientifica c’è ancora molto dibattito: alcuni enti sostengono la posizione dell’istituto lionese, mentre altri non ritengono i risultati ancora sufficienti a dichiarare il fitofarmaco pericoloso e dunque vietato. 

In Sud America sono da anni ormai attive class action di lavoratori del settore agricolo contro i produttori, ritenuti responsabili di non fornire adeguata formazione sui pericoli derivanti dal contatto con il glifosato e di non incentivare l’uso di abbigliamento protettivo durante l’esposizione. 

Le micotossine sono composti rilasciati da alcuni funghi che aggrediscono le piante, responsabili dello sviluppo di fenomeni allergici. 

L’inchiesta di Striscia la Notizia si è appoggiata a “Il Salvagente”, un noto portale di indagine sulla sicurezza agroalimentare dei prodotti in vendita in Italia e nell’Unione Europea. 

Sul caso si è molto speculato: i consumatori hanno richiesto maggiori controlli e più trasparenza, mentre le aziende italiane si sono difese sostenendo di non acquistare grano prodotto all’estero che non rispetta le normative europee sulle percentuali di pesticidi concesse. 

Deossinivalenolo, o Don, e glifosato nella pasta italiana

Dopo l’inchiesta sono state condotte numerose ricerche sulla pasta attualmente in vendita in Italia. 

In alcuni marchi (Esselunga, Carrefour, Granoro, Pasta Reggia, Barilla) è stata riscontrata una presenza piuttosto elevata di Deossinivalenolo, o Don, una micotossina ritenuta responsabile, se assunta in grandi quantità, di causare nausea, vomito e rifiuto del cibo. 

In realtà, la quantità riscontrata in tutti i brand è ben al di sotto di quella prescritta dall’Unione Europea: dunque, i produttori non stanno violando nessun regolamento promuovendone la vendita. 

Quel che ha fatto preoccupare i consumatori è che le quantità limite per questa componente siano state fissate alla stessa soglia per tutte le fasce di età, dai bambini agli adulti. 

Alcuni enti di ricerca hanno puntualizzato che, nonostante la quantità di Don presente sia assolutamente entro i limiti di legge, sarebbe preferibile non somministrare questi prodotti ai bambini più piccoli, per non rischiare di eccedere nella quantità che il loro corpo può tollerare senza presentare nessun danno. 

Il glifosato è stato invece riscontrato solamente nella pasta di due marchi: Lidl e Eurospin. In entrambi i casi, però, la quantità presente è circa 200 volte inferiore a quella massima concessa dall’Unione Europea. Anche ipotizzando un consumo regolare e costante di pasta, dunque, le quantità di glifosato assunte sarebbe tanto basse da essere a malapena registrabili, di certo non sufficienti a causare danni (che invece possono essere causati da un’esposizione diretta e rischiosa, come quella che subiscono i lavoratori del settore agricolo nei paesi in cui il glifosato è autorizzato come fitofarmaco). 

In Europa viene venduta pasta pericolosa per la salute?

Assolutamente no. Ad oggi non esistono evidenze scientifiche sufficienti a sostenere che in Italia, o in tutta l’Unione Europea, siano in vendita prodotti alimentari che costituiscono un rischio per la salute pubblica. 

A maggior ragione, dopo che molte aziende italiane, dopo lo scoppio del caso giornalistico, hanno deciso di sospendere le importazioni di grano dalle nazioni che fanno massiccio uso di fitofarmaci come il glifosato, la pasta attualmente venduta in Italia rispetta tutti i limiti previsti dalla legge europea. 

Quel che si richiede ai consumatori è di essere cauti e obiettivi: se una normale porzione di pasta è assolutamente indicata e sicura per gli adulti, è sempre meglio consultare il pediatra per la scelta degli alimenti per i bambini più piccoli, più delicati e bisognosi di alimenti di particolare qualità.

Quindi, che pasta devo acquistare?

La risposta è, in definitiva, quella che preferisci. Che sia per ragioni di prezzo, di sapore, di consistenza o di tenuta alla cottura, tutti i prodotti attualmente in vendita in Europa sono perfettamente sicuri e autorizzati, perchè rispettano tutte le normative previste dalla legge. 

Se hai bambini piccoli che consumano regolarmente la pasta, puoi orientare la scelta sui marchi ritenuti di maggiore qualità (e, in virtù della preparazione e del prezzo degli ingredienti, generalmente più costosi). 

In alternativa, puoi acquistare pasta prodotta con grano biologico, che per legge può essere trattato con ben minori quantità di fitofarmaci rispetto al grano tradizionale, riducendo il rischio di un’eccessiva esposizione a particolari sostanze chimiche. 

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